Fanad Head Hotel (Donegal, Irlanda)
Contea di Londonderry (Irlanda del Nord)
National Museum of country life (Contea di Mayo, Irlanda)
"Slieve na callagh", la collina delle streghe
Villa della venerabile Cailleach
Jack Whelan (James Whelan)
Robert (Figlio adottivo di Jack, 1850)
Charles (Figlio di Jack, 1901)
Sean Whelan (Figlio di Jack, 2021)
Cailleach (Strega)
Arthur e Elaine (Vittime)
Grace (Trapezista "Blue Velvet", amante di Sean)
Madre di Grace
Myers (Proprietario "Blue Velvet")
Circo "Moonlight shadown funfair"
Circo "Blue Velvet"
03/11/2021
<<Stingy Jack era un meschino imbroglione che tentò persino di ingannare il diavolo in persona. Ma pagò cara la sua arroganza. Alla fine della sua vita non ci fu posto per lui in paradiso, e nemmeno il diavolo gli aprì le porte dell’inferno: si limitò a scacciarlo lanciandogli contro un tizzone ardente. Condannato a vagare per sempre in un limbo oscuro, Jack si servì di quel tizzone per orientarsi, ponendolo all’interno di una rapa che portava con sé, come fosse una lanterna. La leggenda vuole che ancora oggi, nella notte di Ognissanti, si possa scorgere la sua figura errante, alla ricerca di un luogo che lo accolga.>>
Questa è la leggenda di Jack Lantern e della zucca di Halloween. Quella che segue è una rivisitazione in chiave dampyriana della storia di Stingy Jack.
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Fanad Head Hotel, costa del Donegal, Irlanda. Harlan e Kurjak sono in Irlanda per indagare su un misterioso incidente avvenuto non lontano dalle coste del Donegal. Un peschereccio è naufragato a causa della mancata illuminazione del faro e i superstiti, una volta approdati a terra, sembrano essere stati trucidati da un essere che, secondo i testimoni, «non sembrava appartenere a questo mondo» e il cui volto emanava una luce fioca, simile a quella di un’antica lanterna conservata al Museum of Country Life di Dublino, la stessa della leggenda di Stingy Jack.
Le indagini di Harlan e Kurjak proseguono in Irlanda parallelamente a quelle di Caleb Lost al Teatro dei Passi Perduti, seguendo una traccia interessante che sembra condurre a Jack Whelan, illusionista irlandese vissuto nel XIX secolo. Non è chiaro se sia stato lui a ispirare la leggenda di Stingy Jack o se, al contrario, ne sia stato il frutto. Ciò che è certo è che Jack era solito esibirsi in spettacoli di Phantasmagoria, assistito dal figlio Robert, utilizzando lanterne magiche che proiettavano ombre destinate a prendere vita agli occhi del pubblico. Quelle visioni evocavano creature del folklore irlandese: fate, goblin, ma anche inquietanti demoni caprini.
La figura di Jack sembra travalicare il tempo. Ci sono tracce di lui e di suo figlio Robert nel 1850, ma esistono anche fotografie che lo ritraggono nel 1901 accanto a un altro figlio, un ragazzo di nome Charles.
Harlan e Kurjak raggiungono così il circo Blue Velvet, l’unico ad aver fatto tappa recentemente in quella zona d’Irlanda. Ma Jack, dopo un litigio con il proprietario Myers, lo ha abbandonato da pochi giorni. Qui i due incontrano Grace, trapezista del circo innamorata di Sean, l’attuale discendente di Jack Whelan (che ora si fa chiamare James), scomparso insieme al padre. La ragazza, desiderosa di ritrovare Sean, decide di aiutarli.
I tre hanno un primo confronto diretto con lo spirito della lanterna. Harlan riesce a ferirlo con un pugnale, ma Jack Whelan rapisce Grace e la conduce a "Slieve na Calliagh", la Collina delle Streghe, presso la villa della venerabile Cailleach, una potente maga che, risvegliando nella ragazza i dolorosi ricordi della madre malata, riesce a indurla in stato di paralisi e incoscienza.
Jack confessa così il suo primo incontro con la strega, responsabile dei suoi poteri fin dall’inizio del XIX secolo. Dopo aver trascorso l’infanzia, insieme ad altri ragazzi, a trascinare carichi nelle buie gallerie di una miniera, rimase vittima di un crollo. Grazie alla luce di una lanterna riuscì a risalire in superficie fino a raggiungere un luogo sospeso tra realtà e leggenda: la "Slieve na Calliagh". Qui incontrò la venerabile Cailleach, che lo accolse e lo rese ciò che è oggi. Jack le giurò fedeltà ottenendo in cambio enormi poteri: la capacità di generare illusioni, che sfruttò negli spettacoli di Phantasmagoria, e un processo di invecchiamento rallentato che gli consente ancora oggi di vivere.
Harlan e Kurjak giungono infine alla strega Cailleach, che confessa loro di appartenere alla congrega dei druidi negromanti del culto proibito, con cui Harlan ebbe un primo incontro qualche mese prima (con l'Ankou in Dampyr 213). Questa racconta di aver piegato per secoli gli uomini al suo volere, facendosi erigere templi e preservando in questo modo il proprio corpo. Ma col tempo i culti pagani furono dimenticati, e con essi anche lei, avviando un lento processo di invecchiamento e degrado. Sarebbe probabilmente morta, se il piccolo Jack Whelan non si fosse consacrato a lei. In cambio di parte dei suoi poteri, il ragazzo le avrebbe procurato anime che lei non era più in grado di catturare da sola.
L’epilogo della vicenda si compie quasi da sé. Cailleach, convinta di poter sacrificare l’anima di Grace, si abbandona alle fiamme, senza accorgersi che la ragazza aveva ormai spezzato il suo giogo ed era tornata cosciente. Avvolta dal fuoco che lei stessa aveva evocato, la strega diventa una preda facile: Harlan e Kurjak la finiscono crivellandola di proiettili, mentre il suo corpo arde fino a ridursi in cenere.
Destino amaro anche per Jack Whelan: il suo corpo resta integro, vivo soltanto in apparenza, ma svuotato di ogni essenza spirituale. La sua anima, ormai perduta, ha assunto definitivamente la spettrale forma di Jack Lantern, condannata a vagare nell’oscurità.
NOTE
Non compare Tesla
La storia è una rivisitazione del mito di Jack Lantern.
Si torna a parlare, seppur brevemente, del coven dei Druidi del Culto Proibito, sfiorato anche in Dampyr 213.