Jack Whelan era illusionista irlandese dell’Ottocento, la vera identità di Stingy Jack, o Jack Lantern, discepolo della venerabile Cailleach, strega dei Druidi del Culto Proibito.
Cominciò la sua esistenza in una sorta di schiavitù, costretto a lavorare insieme ad altri ragazzi nelle buie gallerie di una miniera. Un giorno, rimasto intrappolato in seguito a un crollo, riuscì a salvarsi grazie alla luce di una lanterna che lo guidò fino a un luogo sospeso tra realtà e mito: la Slieve na Calliagh, la Collina della Strega. Lì incontrò la venerabile Cailleach, una potente maga dimenticata dal tempo, che lo accolse come discepolo. In cambio della sua fedeltà, Jack ricevette il potere delle illusioni e una sorta di invecchiamento rallentato che gli avrebbe consentito di vivere oltre ogni limite naturale.
Da allora, si reinventò come maestro della Phantasmagoria, esibendosi con lanterne magiche che proiettavano ombre capaci di assumere vita propria. Le sue rappresentazioni erano più che spettacoli: erano evocazioni di fate, spiriti, demoni caprini e creature del folklore irlandese, tanto suggestive da confondersi con la leggenda stessa di Stingy Jack. La sua figura divenne così ambigua da oltrepassare i confini della storia e del tempo: documenti lo ritraggono nel 1850 accanto al figlio Robert, ma anche nel 1901, vivo e immutato, insieme a un altro figlio, Charles.
La sua fedeltà a Cailleach lo vincolò per sempre. Egli procurava alla strega le anime di cui aveva bisogno per prolungare la sua esistenza, e in cambio custodiva i suoi poteri. Jack era in grado di staccarsi dal corpo mortale, assumendo l’aspetto spettrale di Jack Lantern, un’anima senza pace, avvolta da una fioca luce, condannata a vagare come incarnazione vivente della leggenda.
Venne sconfitto da Harlan e Kurjak.
Compare in Dampyr 260.