Omulù di Arturo Lozzi, Dampyr 264 )
Omulù era un Maestro della Notte nomade, temutissimo dalle popolazioni africane, noto come "Dio della peste", "Dio Pantera", ma anche "Morte che cammina" e "Cambiaforma dello Spirito del Leopardo Nero". Spietato e sanguinario, Omulù rappresenta l'incarnazione dello spirito e della vendetta del popolo africano contro l'oppressore occidentale.
Lo storico nemico di Omulù era rappresentato dal Maestro della Notte Jan Vathek, l'incarnazione dello sfruttatore bianco, per il quale scelse di spostarsi verso Sud, confluendo nel suo territorio, al solo scopo di giungere allo scontro con lui.
Storicamente localizzato nell'Africa occidentale (Sierra Leone e Guinea) Omulù interviene talvolta in soccorso di tribù che stanno per essere vendute agli schiavisti bianchi, talvolta per sterminare popolazioni inermi, come la tribù Himba (Dampyr 6).
Omulù viene ucciso da Harlan, trafitto da zagare intrise del suo sangue (Dampyr 7).
In un remoto passato, nella zona corrispondente all'attuale Uganda intervenne per liberare un gruppo di schiavi e si lasciò condurre al loro villaggio, dove fu accolto e venerato come una divinità. Prima di ripartire, donò alla comunità un potere unico: mescolò il proprio sangue alla terra, creando una polvere che, unita a fango ed erbe magiche, divenne la fonte del potere della Black ’Mbandwa (Dampyr Maxi 3.1).
Nel XVIII secolo, Omulù libera un gruppo di coloni Fon tenuti prigionieri dai guerrieri Oya, intenzionati a catturarli per venderli agli schiavisti bianchi. Riconoscenti per la salvezza, alcuni di loro decidono di seguirlo spontaneamente, diventando suoi schiavi. Oltre due secoli dopo, con Omulù ormai fuori dai giochi, i suoi non morti sono ancora attivi in Sierra Leone. Qui scelgono di attaccare un accampamento di una multinazionale occidentale e, nell’occasione, si scontrano con Harlan. Dopo un’iniziale incomprensione, le due parti uniscono le forze insieme al Dampyr per eliminare i miliziani messi a protezione dell’ingegner Brown (Dampyr 264).