28/07/2011
3.1 - Magia africana (di Diego Cajelli e Fabrizio Russo)
3.2 - La notte della taranta (di Alessandro Crippa e Arturo Lozzi)
3.3 - Marea rossa (di Andrea Artusi / Ivo Lombardo e Luca Raimondo)
Uganda
Nabulungi (Colonial Hotel)
Kampala
Ospedale da campo del Medical Team
Rovine del Villaggio 'Mbandwa
Quartier generale di Mabasi
Campo di Lisimba
Lutalo
Nuri Daher (Trafficante di diamanti)
Leoni di Lisimba: Lisimba (Leader), Zembala, Muende, Jacques
Armata di Mabasi: Mabasi (Leader), Nelson
Jacques
Akila
Daniel Nangila (Poliziotto)
Sciamano 'Mbandwa
Mojo
Vite col potere della 'Mbandwa.
Feticcio "Mojo"
Testi: Diego Cajelli
Disegni: Fabrizio Russo
Nabulungi, Uganda. Harlan e Kurjak incontrano Arno Lotsari al "Colonial Hotel". La visita è collegata al brutale traffico di diamanti e pietre preziose che domina la regione. In quest’area si contendono il territorio due gruppi particolarmente agguerriti: i Leoni di Lisimba e l’Armata del generale Mabasi. La recente uccisione di Nuri Daher, un trafficante di diamanti libanese, rischia però di incrinare gli equilibri già precari.
Sulla scena del delitto, la polizia ha trovato un oggetto insolito, una sorta di vite scolpita che, secondo gli abitanti del posto, è legata alla Black ’Mbandwa, un culto animista ugandese ancora molto diffuso nei villaggi.
Appena tocca quell’oggetto, Harlan è scosso da una breve visione del Maestro della Notte Omulù. Gli appare un frammento del suo passato dove il dio della pestilenza, dopo aver liberato alcuni schiavi, si fa condurre al loro villaggio, dove fu venerato come una divinità. Prima di andarsene, la “morte che cammina” donò alla popolazione un potere terribile, mescolando il proprio sangue alla terra. In mano ad abili stregoni, la mistura si trasforma in una polvere che, combinata con fango ed erbe magiche, ha dato origine alla forza della Black ’Mbandwa.
Parlando con Nangila, un volontario del Medical Team, Harlan scopre che il villaggio ’Mbandwa, non molto tempo prima, era stato raso al suolo dall’Armata di Mabasi e dallo stesso Lisimba, allora suo braccio destro. Nangila aggiunge dettagli sul Mojo della ’Mbandwa. Si tratta di statuette di legno dalle sembianze umane, di dimensioni variabili, che – si dice – gli stregoni del culto possono animare. Una volta risvegliato, il mojo obbedisce agli ordini del suo padrone, che lo controlla a distanza. Il feticcio però non può essere distrutto, e l’unico modo per fermarlo è uccidere lo stregone che lo manovra, il “burattinaio”, che però deve trovarsi relativamente vicino, sulla stessa terra, senza mari o fiumi a interrompere la continuità.
Harlan comprende che, per individuare il misterioso burattinaio, deve raggiungere le rovine del villaggio distrutto da Mabasi, così con l’aiuto di Nangila si dirige sul posto. Tra le macerie trovano un vecchio in condizioni precarie e decidono di riportarlo al campo del Medical Team, anche se ciò implica forzare un posto di blocco degli uomini di Lisimba, dando il via a un inseguimento.
Nel giro di poco tempo esplode una vera e propria guerra civile. Lisimba viene ucciso dal "mojo" controllato dal misterioso sciamano. Tre giorni dopo, tocca a Mabasi, che nel frattempo aveva preso il controllo dell’area. Anche lui cade sotto i colpi di una statuetta animata.
Ed è proprio in quell’istante che lo sciamano, ormai allo stremo, esala l’ultimo respiro. Ha compiuto la sua vendetta, i responsabili dello sterminio del suo villaggio sono stati eliminati.
Salento (Italia)
Galatina
Melpignano
Personaggi
Giordano Nobili (musico-terapista)
Antonio (Musicista)
Paolo (Ragazzino)
Don Emanuele (Amico di Hans Milius)
Giuseppe (Cliente bar)
Maria (Figlia di Giuseppe, Ragazza stuprata)
Silvia (Amica di Maria, Ragazza stuprata)
Rosa (Amica di Maria, Ragazza stuprata)
Fulvio (Fidanzato di Rosa)
Tarantismo
Testi: Alessandro Crippa
Disegni: Arturo Lozzi
Con la scusa di approfondire il fenomeno del “tarantismo”, Harlan raggiunge il Salento, in particolare la città di Galatina. Qui incontra Don Emanuele, parroco del luogo e amico di Hans Milius. Dopo una breve spiegazione della tradizione secolare che lega quel territorio al mito della taranta, il sacerdote lo conduce a indagare sulla morte di due donne, ritrovate nei campi ricoperte di tarantole.
Le indagini riportano Harlan a una vicenda risalente a trent’anni prima. All’epoca tre “sacristi” si erano macchiati dello stupro di tre ragazze: Maria, Silvia e Rosa. Rosa non sopravvisse alla violenza e il suo corpo fu gettato nell’ossario di una chiesa abbandonata; Maria e Silvia, invece, si salvarono, pur restando profondamente segnate dall’accaduto.
A distanza di anni, la vendetta prende forma grazie a Fulvio, l’allora fidanzato di Rosa, deciso a ottenere una giustizia mai davvero compiuta. Dopo aver assunto l’identità di Giordano Nobili, frontman dei “Tarantula Project”, ed essere diventato un vero esperto di musica, tarantismo e ipnotismo, Fulvio rintraccia Maria e Silvia, le ipnotizza attraverso la musica e le induce a uccidere le mogli dei tre sacristi responsabili della violenza.
Nel crollo della chiesa perdono la vita sia Giordano/Fulvio sia i tre sacristi, mentre Silvia e Maria riescono a sopravvivere.
Luoghi
Costa di Davao (Filippine)
Isola di Mindanao
Isole Sarangani
Personaggi
Harlan Draka, Emil Kurjak, Tesla Dubcek
Gruppo di ricercatori
Prof. Pavel Walenka
Diana (Amante di Walenka)
Stewart, McFarland, Diana, Alex, John, Peter, Capitano Wark, Kate, Lorna
Jess Lancaster (Biologo scomparso)
Joseph Aldridge (Dunerjuf)
Tenente Suban (Polizia)
Altro
Testi: Andrea Artusi e Ivo Lombardo
Disegni: Luca Raimondo
Davao, isola di Mindanao, Filippine. Lo studioso ed etnologo praghese Pavel Walenka subisce quello che lui definisce un attacco da parte di Zombi, un piccolo brancocapeggiato da Dunerjuf. Harlan , Kurjak e Tesla sono così inviati sul posto da Caleb Lost, che è riuscito a creare per loro un falso invito facendoli passare come inviati dell'Università di Praga per ricerche sulle tradizioni etniche delle Filippine.
Dunerjuf, il re degli zombie
Pavel Walenka, studioso praghese di etnologia, vittima di un