Ereshkigal, dea della notte e degli inferi nella mitologia sumera, era l'amante di Nergal, dio mesopotamico della morte. Questo si innamorò perdutamente di lei, la trasformò in non morta e gli diedi il libero arbitrio, regnando assieme a lei per molto tempo su Babilonia. Col tempo però Ereshkigal uscì dai piani di Nergal, che la accantonò mettendola momentaneamente da una parte in animazione sospesa, forse dimenticandosi di lei.
Si accenna alla sua esistenza in quanto amante di Nergal in Dampyr 217.
Ereshkigal è la vera mente di un piano molto ambizioso. Tornata improvvisamente alla ribalta dopo secoli di assenza, rapisce sia il corpo senza anima di Nergal sia il cabalista Abraham Stern, con un obiettivo preciso: riportare in vita il granduca attraverso la Kabbalah Ma’asit, l’arte della trasmigrazione delle anime. Il suo piano è duplice: ridare potere a Nergal e, allo stesso tempo, far ricadere la colpa del rapimento su Lady Nahema, creando tensione politica e screditando Abigor. Per il rituale, Stern deve trasferire la propria ruach (mente) nel corpo di Nergal, mentre Ereshkigal dona il nephesh (soffio vitale). Il rito riesce e Nergal, ora con l’anima di Stern, si risveglia e comincia a recuperare energie, assistito da Ereshkigal. Partecipa anche allo scontro finale contro Harlan Draka, affiancando Nergal in battaglia. Tuttavia, la non morta subisce una grave sconfitta, e mutilata della mano destra, è costretta a fuggire, lasciando incompiuto il suo disegno di restaurare il potere di Nergal e destabilizzare l’assetto infernale (Dampyr 252).