Tomsa (di Giuliano Piccinino, Dampyr 20)
Tomsa era un non-morto, un tempo Guardia Carpaziana appartenente all’Ordine cavalleresco del Drago, creato da Draka nel XV secolo. In quell’epoca servì prima Dracul, voivoda di Valacchia, e in seguito suo figlio Vlad Tepes.
Al suo primo incontro con Harlan, si presenta così:
«Vedi queste orbite vuote? È stato Vlatna a cavarmi gli occhi e a impedire che si rigenerassero! Mi ha condannato a una cecità eterna. Nelle mie condizioni è difficile sorprendere le prede. Per lo più mi nutro del sangue di topi o di qualche animale selvatico… ma darò a Vlatna la soddisfazione di sparire. Devo attendere il mio padrone.»
Inizialmente Tomsa si propone come alleato di Harlan, Kurjak e Tesla, mosso dal desiderio di vendicarsi di Gabor Vlatna, colui che lo ha reso cieco. Solo in seguito si scopre che, in realtà, è una pedina nelle mani di Draka, utile ai suoi intrighi e indirettamente al percorso di Harlan (Dampyr 20).
Tomsa ricompare brevemente quando si unisce alla legione di Harlan Draka nello scontro contro Erlik Khan. Torna a guidare le guardie carpaziane, ma trova la morte proprio in quell’operazione, uscendo così definitivamente di scena (Dampyr 200).
Il non-morto appare anche nel racconto di Draka ambientato alla Birreria dell’Aquila Verde. in quell’occasione, collocata nel periodo della Guerra dei Trent’anni, fa una breve comparsa, segno della sua lunga fedeltà al Maestro Draka (Dampyr 269).