Svizzera
Fabbrica "Blumenstock"
Alloggio di Rose e Ljuba
Nascondiglio di Ahmed
Praga (Repubblica ceca)
Thorke (Youssun)
Ulli (Consigliere di Blumenstock)
Rudolph Scholberg (Cannibale di Alpenzell)
Calvin (Superstite)
Yvanna Prastein (Superstite)
Gemelli (guardie fedeli a Thorke)
Marcel, Ahmed (Dipendenti Blumestock)
Karl (Guardia della Blumenstock)
08/11/2002
Testi: Maurizio Colombo
Disegni: Giuliano Piccinino
Copertina: Enea Riboldi
In seguito ad un disastro aereo un piccolo gruppo di superstiti, almeno 7 elementi, sopravvive allo schianto. Alcuni di loro sono Blumenstock, Rudolph Scholberg, Calvin e Yvanna Prastein, poco prima di esalare l'ultimo respiro vengono salvati da Thorke, il demone della fame, un essere mostruoso proveniente dalla Dimensione Nera che riesce a nutrirli e farli sopravvivere, ma ad un prezzo altissimo. Da quel giorno i superstiti sono costretti a venerare il culto del dio della fame e a mantenere con cerimonie annuali attività legate al cannibalismo in cambio di una vita di salute, ricchezza e successo.
Il più accanito del gruppo è sicuramente Rudolph Scholberg, col tempo divenuto uno spietato serial killer, questo era solito cucinare la carne delle sue vittime nella loro cucina e lasciare nei luoghi dei delitti il marchio di Thorke, una sorta di biglietto da visita. Scholberg, attualmente latitante, è stato in passato arrestato e rinchiuso in un manicomio criminale.
Blumenstock divenne invece proprietario e gestore di una omonima fabbrica di carne in scatola di successo in svizzera, mentre Yvanna Prastein una ricca star famosa in tutto il mondo, mal sopportando però quelle disgustose e orribili cerimonie dove era costretta a onorare il dio del cannibalismo. Un giorno, confessandosi con Blumenstock, minacciò addirittura di volerne abbandonare il culto, motivo per cui Scholberg non sopportando l'ingratitudine della donna, decise di ucciderla e sacrificarla al dio del cannibalismo.
Nel frattempo anche Harlan è da quelle parti per indagare alla fabbrica di carne in scatola Blumenstock, che secondo Caleb Lost rappresenterebbe un centro di adoratori di Thorke, da moltissimo tempo un conosciuto e temutissimo nemico degli Amesha. A seguito di un incidente stradale Harlan viene raccolto e accudito da una famiglia di profughi ucraini dipendenti proprio di quella fabbrica e aventi alloggio nel centro aziendale. Si tratta di Rose, giovane lavoratrice ucraina, vedova e madre di una bambina di nome Ljuba.
Rose, che ha raccolto Harlan nella strada poco distante assieme a Youssun, uno dei lavoratori della fabbrica, pare abbia un debole per Harlan, afferma di trovarsi bene in quel luogo anche se le continue scomparse di alcuni dipendenti, quasi tutti clandestini e quindi "invisibili" ufficialmente trasferiti, destano più di qualche sospetto, per non parlare dello strano comportamento di Ahmed, un immigrato di origine africana che raccontava agli altri dipendenti di uno strano culto legato al cannibalismo e al demone Thorke.
Harlan stringe amicizia con un tale di nome Youssun, anche lui di origine africana e clandestino, apparentemente interessato a scoprire di più sui segreti della fabbrica. Nel frattempo Scholberg rapisce Rose per offrirla a Thorke nell'annuale cerimonia in onore del dio del cannibalismo ma irrompono nella stanza del sacrificio proprio Harlan e Youssun salvando momentaneamente la donna...
...ma c'è un colpo di scena. Youssun rivela la sua vera identità, vale a dire quella di Thorke, e nella sala avviene un massacro. Blumenstock che aveva manifestato di ribellarsi a Thorke viene costretto a sbranarsi con la propria bocca, i Gemelli si trasformano in mostri divoratori ma vengono scaraventati fuori dalla finestra da Harlan, che nell'atto di lottare con Scholberg perde di vista per un momento Rose e Ljuba, che vengono rapite da Thorke.
Di ritorno a Praga, Harlan è emotivamente distrutto per non essersi dimostrato in grado di proteggere quelle povere ragazze. Un evento questo che avrà a notevoli ripercussioni nel suo futuro prossimo
NOTE SUGLI AUTORI
14° storia per Maurizio Colombo
3° storia disegnata da Giuliano Piccinino.