06/06/2017
Testi: Giovanni Eccher
Disegni: Luca Raimondo
Copertina: Enea Riboldi
Dopo la morte del Maestro della Notte Tziao-Min, il suo antico alleato e rivale, il Maestro della Notte Garuda, eredita parte del suo dominio nel Sud-Est asiatico. Attraverso il suo luogotenente non morto, Mr. Spark, prende il controllo di un gruppo di non morti che si sono stanziati a Phnom Penh, sfruttando giovani prostitute cambogiane. Ma la loro presenza attira presto l’attenzione di Harlan, che, insieme a Kurjak e Tesla, giunge in Cambogia e scopre l’esistenza di un nuovo e temibile nemico.
Il Maestro della Notte Garuda, un tempo consigliere dei re di Angkor, ha accumulato un potere sempre maggiore, fino a diventare noto come "Fratello Numero Sette" durante il sanguinoso regime di Pol Pot e dei Khmer Rossi. Dopo la caduta del dittatore, si è trasferito a Bangkok, divenendo un potente e temuto imprenditore.
Per affrontarlo, Harlan si rivolge a T-Rex, che lo mette in contatto con Heng, un ex militare cambogiano sopravvissuto fin da bambino alle atrocità dei Khmer Rossi. Heng accetta di unirsi alla battaglia, convinto e determinato a farla pagare a Garuda, uno degli artefici del genocidio che ha devastato la Cambogia.
Seguendo le tracce del nemico, Harlan, Kurjak, Tesla e Heng individuano uno dei covi di Garuda, un antico tempio nascosto nella giungla. Decidono di attaccarlo e sconfiggono con sorprendente facilità il branco di non morti che lo difende, salvando le giovani ragazze che erano tenute prigioniere. Troppo facile. E infatti si trattava di una trappola.
Dall’oscurità, decine di creature emergono, accerchiando il gruppo. Senza altra scelta, i quattro si danno alla fuga, ma finiscono in un campo minato, impossibile da attraversare rapidamente. I non morti, prudenti, scelgono di non avventurarsi tra le mine, ma Harlan e i suoi compagni non hanno alternativa. Come se non bastasse, il sole sta per sorgere e Tesla ha bisogno di trovare un riparo al più presto.
Heng insegna loro come disinnescare una mina, ma sondare il terreno palmo a palmo non è un'operazione percorribile. Tesla prende allora una decisione disperata: corre a tutta velocità verso il tempio più vicino, scattando tra le mine con l’agilità sovrumana di cui è capace. Riesce nel suo intento, ma alcune esplosioni la colpiscono, ferendola gravemente.
Sanguinante e indebolita, trova rifugio nel tempio. Per sua fortuna, le giovani donne salvate dalla prigionia di Garuda offrono il loro sangue per aiutarla a recuperare le forze, permettendole di sopravvivere.
Continua su Dampyr 208.
NOTE
La storia si conclude su Dampyr 208.