Shub-Niggurath (di Maurizio Rosenzweigh, Dampyr 233)
Shub-Niggurath è una divinità appartenente ai Miti di Cthulhu, creata dello scrittore Howard Phillips Lovecraft. Viene talvolta definita “Il capro nero dei boschi dai mille cuccioli”, e nonostante l'appellativo mascolino, Shub-Niggurath, nel romanzo breve Il tumulo, è chiaramente indicata come una dea. Viene citata per la prima volta nel racconto di Lovecraft "L'ultimo esperimento" (1928) ma viene frequentemente citata anche nei lavori di August Derleth, Robert Bloch e Ramsey Campbell. La divinità non è mai stata descritta da Lovecraft stesso, salvo qualche citazione all’interno di vari racconti.
Viene evocata una litania in suo favore da Hastur, alias Mandhur, il signore dell'Alam Al Mithal (Dampyr 188).
Compare su Dampyr 233.
"Quello è Shub-Niggurath... lui ed il suo gemello Yog.sothoth, che per fortuna non è qui, sono i guardiani della soglia i confini del nulla, e quando sono insieme si accoppiano per partorire istantaneamente migliaia di famelici mostri"
Viene pregato con una litania da Wilbur Royce, il servo dei Mi-Go, ma senza riuscire ad evocarlo (Dampyr 247).