Starkad il maledetto (di Maurizio Dotti, Dampyr 33)
La reincarnazione di Starkad (di Arturo Lozzi, Dampyr 203)
Starkad è un eroe leggendario della mitologia norrena e della tradizione scandinava.
Appare nelle Gesta Danorum di Saxo Grammaticus (XII sec.), nell’Edda poetica e in varie saghe. È spesso descritto come un guerriero eccezionale, ma dalla sorte tragica, segnato da una maledizione divina. Secondo la leggenda, Starkad era protetto da Odino, che gli concesse doni straordinari come forza sovrumana, longevità e abilità in battaglia. Tuttavia, il dio rivale Thor lo maledisse, facendone un eroe destinato a grandi colpe: avrebbe vissuto a lungo, ma tra infamie e tradimenti; avrebbe commesso tre crimini abominevoli; avrebbe tradito i suoi re e causato rovine, pur essendo allo stesso tempo un campione invincibile.
Le gesta di Starkad "il Maledetto" sono narrate sottoforma di saga fantasy da Gudrun Finngadottir ad Harlan Draka. Nel dettaglio Starkad è uno dei comprimari della Saga di Egil-una-mano.
Starkad, pronipote di Odino, prende parte alla spedizione navale guidata da Asmund Ottarson e da Egil Una Mano alla ricerca di Brynhild e Bekkhild, le principesse scomparse. Guerriero temuto e potente, ma segnato da una maledizione che lo condanna a vagare in odio a uomini e dèi, combatte al fianco degli altri contro i feroci berserker Harek e Siggeir. Nello scontro, Starkad viene gravemente ferito e muore poco dopo la vittoria. Il suo destino non si compie però con la morte. Egil, rifiutando di dargli il tradizionale funerale vichingo, lo seppellisce sotto un tumulo di pietre e veglia il corpo. Ma la maledizione si manifesta, Starkad risorge come non-morto e attacca l’amico. Solo la spada magica di Egil riesce a fermarlo definitivamente. Così, ucciso una seconda volta, Starkad si libera dalla sua condanna e la sua anima può finalmente ascendere al Valhalla (Dampyr 33). Nei secoli a venire la maledizione di Starkad passerà ad Axlar Bjorn, che da quel momento in poi divenne "Bjorn l'uccisore", ereditandone la sua Ascia Maledetta (Dampyr 34).
Più avanti compare un uomo che sostiene di essere la reincarnazione del leggendario eroe maledetto, forse lo stesso Starkad, compagno di Egil-una-mano e di Asmund Ottarson. L’incontro avviene nella casa di Gudrun Finngadottir, che, turbata e inquieta, decide di avvisare Harlan e Kurjak. L’uomo rivela la sua vera origine: non è soltanto un erede del mito, ma uno dei figli del progetto nazista Lebensborn. Cresciuto insieme ad altri come Njord, Loki e Sigyn, manifestò poteri ESP che sembravano confermare la loro natura semidivina. Dopo la morte del misterioso “Capitano Ernst”, il gruppo scoprì la verità sulla propria condizione e sull’eredità che portava dentro di sé. Col tempo, Starkad si distaccò dagli altri e ne divenne l’avversario. Nel porto di Håholmen affrontò Njord, abbattendolo con la sua ascia, e più tardi, a Gamla Uppsala, sfidò Loki e Sigyn, eliminandoli definitivamente. Conclusa la sua missione, Starkad si congeda da Harlan, Kurjak e Gudrun, lasciando dietro di sé un’aura di mistero e un destino ancora incompiuto. La sua Ascia Maledetta viene lasciata in custodia a Gudrun (Dampyr 203).
Starkad è tormentato da visioni nei luoghi un tempo legati al Progetto Lebensborn, tra cui lo Stalheilm Hotel, che rivelano frammenti del suo passato da cavia nazista. Con l’aiuto di Harlan e Kurjak, entra in contatto con Helsa, altra “Figlia del Sole Nero” dai poteri mentali, che svela la verità. Secondo Helsa i ricordi eroici di Starkad non sono altro che innesti psichici, frutto di un condizionamento del Progetto. Helsa confessa anche di essere stata coinvolta dalla dottoressa Ingrid Larsen, a capo della Balder Genetics, che voleva usare Starkad per replicare gli esperimenti nazisti. Pentita, conduce Harlan, Kurjak e Starkad nei bunker della Balder, dove affrontano Siegfred, suo fratello gemello ormai asservito alla Larsen (Dampyr 276).