Gunnarson e Krigar (di Giuliano Piccinino, Dampyr 165)
Gunnarson era un mercenario, forse svedese, della compagnia del Maestro della Notte Krigar impegnato durante la guerra dei trent'anni.
Insospettito dall’apparente invulnerabilità del suo comandante, iniziò a parlarne con gli altri soldati, alimentando dubbi e timori tra le fila del battaglione. Intorno al 1648, al termine del conflitto, Krigar decise di trasformarlo in un non morto, scegliendolo tra i suoi ufficiali più valorosi. Da quel momento, in Gunnarson crebbe un odio profondo verso il proprio padrone, che esercitava sui suoi servitori un controllo arbitrario, riattivandoli e abbandonandoli a proprio piacimento, soprattutto in occasione delle guerre. Riuscito infine a sottrarsi alla sua influenza, Gunnarson assunse la falsa identità di Ericksen e si mise in contatto con Astrid Dahl, dalla quale ottenne il numero di telefono di Harlan. Il suo intento era condurlo sulle tracce di Krigar, allora in stato dormiente in un rifugio sconosciuto. Tuttavia, man mano che si avvicinava al luogo in cui il Maestro della Notte riposava, il legame oscuro tornò a imporsi: Krigar riprese il controllo su di lui. Per evitare di ricadere definitivamente sotto il suo dominio, Gunnarson scelse il suicidio(Dampyr 165).
Il personaggio riappare brevemente in seguito, attraverso un flashback narrato da Agnese degli Ubaldi, in una scena ambientata durante la Guerra dei Trent’anni che mostra Krigar e la sua compagnia di mercenari in azione (Dampyr 277).