In omaggio la mini copertina di Dampyr 51 o Dampyr 9
Foresta di Aokigahara (Giappone) - Zona d'ombra
Vecchio tempo dentro Aokigahara
Baia di Dan-No-Ura (Casa di Kenshin)
Mondo di origine degli Yokai
Keiko (Moglie di Kenshin Hasegawa)
Watanabe Masaru
Hanzo (Kyodai del clan yakuza Fujiwara)
Noriaki, Haruna, Inoue, ???, ???
Shiori Noriaki
Yokai Aoandon (Spirito malvagio)
Collegamenti esterni
03/05/2023
Testi: Nicola Venanzetti
Disegni: Giorgio Gualandris
Copertina: Enea Riboldi
La foresta giapponese di Aokigahara, ai piedi del monte Fuji, ha un secondo nome, la foresta dei suicidi. Ogni anno molte persone vi si inoltrano senza più uscirne vive. Alcune perché involontariamente smarriscono la strada del ritorno poiché la foresta è intricata e buia, ma la maggioranza sceglie consapevolmente qui la morte nei modo più fantasiosi: autoimpiccaggione, uso di farmaci, autoavvelenamento, o nei casi più rari il suicidio rituale giapponese noto come seppoku. Il numero dei suicidi è elevatissimo con tendenza all'aumento, e l'origine della sua causa è controversa e forse dipendente dall'antica pratica dell'ubasute, un antico rituale che prevedeva l'abbandono (volontario o meno) dei deboli e degli anziani nella foresta che poi finivano per diventare malvagi Yurei (spiriti maligni) dopo la morte.
Giappone, Oggi. Non è chiaro se la giovane Shiori Noriaki sia giunta nella foresta di Aokigahara di sua volontà o con la spinta di qualcuno, fatto sta che la giovane ragazza senza un apparente e reale motivo si inoltra nella foresta venendo ritrovata morta suicida alcuni giorni dopo, per la disperazione dei familiari e di suo padre che ha dovuto riconoscerne il corpo. Non potendo comprendere l'insolito gesto della figlia, il padre di Shiori decide di partecipare assieme ad altre quattro persone al rituale noto come Hyakumonogatari kaidanka. Si tratta di una antica usanza risalente al periodo Edo in cui i samurai la praticavano per dare prova del loro coraggio. Consiste nel riunirsi e ritirarsi a notte fonda in una stanza con 100 candele accese e narrare a turno una kwaidan e spegnere una candela finchè non calava il buio. Secondo la leggenda coloro che avevano avuto il coraggio di restare potevano assistere alla comparsa di un essere sovrannaturale, uno Yokai chiamato Aoandon. Ma la loro scelta sarà fatale, e moriranno tutti quanti per mano dello spirito malvagio all'interno del tempio nell'atto di compiere il rituale.
Kenshin Hasegawa, discendente del ronin Ishiyama Saemon, riceve la visita onirica dello spettro di Hanzo, kyodai del clan yakuza Fujiwara. Il fantasma lo invita a recarsi ad Aokigahara senza fornire ulteriori spiegazioni. Nonostante le suppliche dell’amata Keiko, Kenshin non esita e parte per la foresta.
Giunto ai margini di Aokigahara, abbandona il sentiero per addentrarsi nella zona selvaggia. Lì incontra il misterioso Watanabe Masaru, enigmatico individuo che sembra conoscere la sua meta, e poco dopo Harlan, avvertito da Keiko e accorso in Giappone per proteggere l’amico. Kenshin confessa a Harlan il proprio legame con Hanzo: il compito di giustiziarlo per ordine dell’oyabun Fujiwara. Ma Hanzo, consapevole del suo destino, scelse di precedere la condanna togliendosi la vita con il seppuku proprio in quella foresta, davanti agli occhi impotenti di Kenshin.
Harlan, Kenshin e Watanabe raggiungono il tempio al cuore di Aokigahara e vi trovano i cadaveri dei cinque individui che avevano preso parte al rituale, incluso il padre di Shiori. Grazie ai poteri speciali di Watanabe comprendono che il rito ha avuto successo: il terribile Aoandon è stato evocato nel nostro piano di esistenza.
Sarà proprio Watanabe, tramite un contro-rituale, a ricacciare lo yōkai nel suo mondo, salvando i compagni. Lo spettro di Hanzo, in realtà, aveva guidato Kenshin fino ad Aokigahara con lo scopo di condurlo e metterlo alla prova in quella “zona d’ombra”. Harlan e Kenshin ne escono vivi, mentre Watanabe lascia intendere di voler rimanere nella foresta, legandosi per sempre al suo mistero.