Toni e Bepi sono due fratelli di origine italiana.
Un’estate il loro padre li diede in affitto a un faisc (capo spazzacamino), che aveva bisogno di due bambini abbastanza piccoli da potersi infilare negli stretti comignoli delle case.
Un giorno il faisc requisì una mancia che Bepi aveva ricevuto. Il ragazzo si ribellò al datore di lavoro, accusandolo della miseria in cui lui e il fratello erano costretti a vivere. Ne nacque una colluttazione, durante la quale Toni accorse in aiuto del fratello. Accecato dalla rabbia, scaraventò il “riccio” con cui pulivano le canne fumarie negli occhi dello spazzacamino, che rimase accecato.
I due ragazzi fuggirono, ma la loro fuga non fu fortunata: giunti in Alsazia finirono a lavorare nella casa di una vecchia. Da lì vennero rapiti da Thorke, che catturò i giovani quando si trovavano nella sua canna fumaria. Toni e Bepi divennero così giovani allievi del culto di Thorke, finché Ljuba riuscì a liberare Toni, trovando un cunicolo spazio-temporale attraverso il quale il ragazzo ricomparve nella Casa delle Cicogne di Bruquewihr.
Tornato nel suo mondo d’origine, Toni era però ormai un ragazzo fuori dal tempo: dalla sua scomparsa erano trascorsi più di cento anni. Venne quindi condotto alla Cité de l’Enfance, in Lorena, in Francia. In seguito riuscì a intrufolarsi nell’auto di Harlan e Angélique, ai quali raccontò la sua storia.
Bepi e altri ragazzi — anch’essi rapiti da Thorke — furono liberati in un secondo momento e presi in consegna da Angelique Marais, che promise di occuparsi di loro (Dampyr 130).