Alessandra (di Stefano Andreucci, Dampyr 63)
Alessandra, il cui cognome rimane sconosciuto, è una giovane donna originaria di Roma, vittima di una brutale violenza sessuale perpetrata da Nazikian.
Dopo la terribile esperienza, Alessandra trova rifugio in un monastero nei pressi di Valle Torbida, dove viene accolta e apparentemente accudita con amore da Madre Delia e Livio. Tuttavia, dietro la facciata di premura si cela un oscuro segreto: i due, devoti al demone Nazikian in realtà avevano l'intenzione di mettere le mani sul figlio di Nazikian Grazie all'intervento di Harlan, Alessandra viene liberata ma il pericolo non è del tutto scongiurato. Come lo stesso demone Nazikian dichiara, la resa dei conti è solo rimandata (Dampyr 63).
Dopo gli eventi di Valle Torbida, Alessandra torna a Roma dai genitori, in cerca di un rifugio e di una parvenza di normalità mentre la gravidanza volge al termine. Ma la pace è solo apparente perchè l’ombra del Signore Nero, Nazikian, continua a incombere su di lei, come una presenza oscura pronta a reclamare ciò che considera suo. Il bambino che porta in grembo, concepito con la violenza è il vero scopo dell’interesse del Maestro della Dimensione Nera. Braccata dal pericolo, Alessandra trova inaspettata protezione grazie a Mulawa, lo stregone marocchino che decide di prendersi cura di lei e del bambino. Con la sua guida e la sua magia, Alessandra viene messa al sicuro e accompagnata fino al momento del parto dal piccolo Khaled. Alla nascita, il bambino rivela la sua natura straordinaria, metà umano e metà creatura dell’Oscurità, ma capace di sprigionare una luce capace di indebolire lo stesso Nazikian. Alla sconfitta del demone Mulawa lascia intendere di voler continuare a proteggere Alessandra e suo figlio, che ha deciso di chiamare Harlan, assicurando loro una possibilità di futuro, lontano dalle catene del Signore Nero (Dampyr 79)