Olimpia Maidalchini in Pamphili (Viterbo 1592 - San Martino al Cimino 1657) è stata figura tra le più influenti del XVII secolo. Quando era giovanissima convinse il padre a non rinchiuderla in convento accusando di molestie il suo direttore spirituale, poi si sposò giovanissima con un uomo anziano molto ricco diventando in breve tempo proprietaria de suoi beni. Quando Giovanni Battista Pamphili, fratello del suo secondomarito divenne papa Innocenzo X lei acuisì un enorme potere tanto che prese il soprannome di "Papessa". Si dice che la Maidalchini gestisce il traffico della prostituzione e che sfruttasse a scopo di lucro i comitati caritatevoli del giubileo del 1650 e che riuscì addirittura a rubare due casse piene d'oro quando il papa era moribondo. Olimpia morì di peste nei pressi di San Martino al Cimino a 63 anni, o almeno, questa è la versione ufficiale.
Quello che accadde veramente fu che quelle casse piene d'oro che riuscì a trafugare fossero il prezzo da pagare per la vita eterna. A riscuotere quell'oro fu infatti il Maestro della Notte Jean-Baptiste Verdier, che in cambiò trasformò in non morta Olimpia ereditando anche i suoi loschi traffici nella malavita romana. Durante la sua seconda vita Olimpia perseguitò gli abitanti di San Martino, i quali si organizzarono riuscendo in qualche modo a immobilizzarla e rinchiuderla in quella cripta dove rimase per oltre tre secoli nutrendosi delle carcasse di piccoli animali che si intrufolavano nella cripta, prima che gli studiosi della Tuscia la risvegliassero accidentalmente.
Ripreso il controllo della malavita romana apprendendo con sorpresa della fine prematura di Verdier, Olimpia Maidalchini si invaghisce del giovane Sergio Fusco ma il suo periodo di libertà dura pochissimo perché viene fermata e uccisa in uno scontro a fuoco con Harlan e Kurjak (Dampyr 172).