Nel folklore scozzese le Baobhan Shee (o Baobhan Sith, dal gaelico bean sìth, "donna delle fate") sono tra le creature più inquietanti delle Highlands. Pur essendo comunemente definite "vampire scozzesi", appartengono in realtà al Piccolo Popolo e rappresentano un punto d'incontro tra il mito delle fate e quello dei vampiri. Si manifestano come donne di straordinaria bellezza, quasi sempre vestite di verde, con lunghi abiti che nascondono un particolare inquietante: al posto dei piedi hanno zoccoli di cervo. Attirano soprattutto cacciatori e viandanti solitari, seducendoli con il canto o con la danza, per poi lacerarli con i loro lunghi artigli e berne il sangue. In molte versioni della leggenda possono essere respinte dall'acciaio o dal ferro, materiale tradizionalmente ostile alle creature fatate.
Mauro Boselli riprende questa figura leggendaria in Dampyr, mantenendone molte delle caratteristiche originali ma inserendola all'interno della mitologia dei Maestri della Notte.
Le Baobhan Shee sono un gruppo di pericolose non morte che operano nelle Highlands scozzesi apparentemente legate al misterioso Lord delle Isole, dalle caratteristiche del tutto peculiari forse derivate da porzioni di materiale organico lasciate dallo stesso Maestro della Notte, non strettamente legate al Piccolo Popolo. Quello che differenzia le Baobhan Shee dai comuni non morti è la capacità di comparire e colpire attraverso i sogni e di provocare potenti illusioni.
La loro caratteristica più originale è la capacità di agire attraverso il mondo dei sogni. Le Baobhan Shee sono infatti in grado di trascinare le proprie vittime in illusioni tanto realistiche da far perdere completamente il contatto con la realtà.
Compaiono in Dampyr 310 e 311.
Fanny Browne. Giovane ragazza scozzese vissuta tra il 1760 e 1774.
Nellie.