Testi: Mauro Boselli
Disegni: Luca Rossi
Colori: Alessia Pastorello
In seguito agli eventi di Dampyr 235 lo scrittore americano Ambrose Bierce vive ormai stabilmente al Teatro dei Passo perduti, affascinato e sbalordito dalla grandezza della biblioteca curata da Caleb Lost. Quello che maggiormente colpisce lo scrittore americano è la sezione dedicata alle opere mai scritte. E da qui partono una serie di storie brevi con protagonisti gli stessi in racconti mai veramente accaduto o forse solo non scritti.
Testi: Mauro Boselli
Disegni: Luca Rossi
Colori: Alessia Pastorello
Il racconto vede come protagonista il tenente nordista Ambrose Bierce e di come aiutò le sue truppe a liberarsi del soldato fantasma sudista ed a vincere la battaglia di Kennesaw Mountain nel 1864.
Testi: Maurizio Colombo
Disegni e Colori: Helena Masellis
Marzo 1937, l pastore Abramus Coulson si reca in ospedale per visitare l'amico H. P. Lovecraft poichè il marchio che possiede sul braccio che gli fu impresso dal mostruoso Tsathogghua, uno dei Grandi Antichi con cui ebbe a che fare da ragazzo, ha ripreso a sanguinare. Ma lo scrittore di Province riversa in gravi condizioni e Abramus viene risucchiato nell'orribile dimensione aliena di Tsathoggua. Sarà lo stesso Lovecraft, come ultimo atto prima di morire, a riportare Abramus nel mondo reale.
Testi: Giorgio Giusfredi
Disegni: Francesco De Stena
Colori: Matteo Vattani
Mentre si trovava a ripare in un vecchio castello disabitato sugli appennini lo scrittore Edgar Allan Poe viene colpito dal ritratto ovale che raffigura la bellissima Camilla de' Ponziani, moglie di Andrea, talmente innamorato e assorto nel dipingere che non si accorse che mentre la ritraeva la bella Camilla era già morta di fronte a lui. Il marito disperato chiese aiuto al Cavaliere di Roccabruna da poco sopraggiunto, che decise di riportare in vita Camilla ma come non morta. E Camilla visse con Andrea de' Ponziani fino alla morte di lui, in solitudine, incontrando di tanto in tanto il suo amante Draka o qualcuno di passaggio come in quel momento Poe.
Il destino di Camilla terminò secoli dopo, con l'arrivo del dampyr Harlan Draka, quando lei decise con un ultimo bacio di porre fine alla sua vita.
Testi: Giorgio Giusfredi
Disegni e colori: Alessandro Scibilia
Nel sonno dello scrittore Edward Benson c'era un incubo ricorrente, un cimitero abbandonato nei pressi di una chiesa in rovina, fino a quando una notte si aggiunse un ulteriore indizio: su una lapide era indicato il Daniel Danvers, che lui riconduceva ad un suo vecchio amico. Edward decise dunque di partire per Tywin-on-the-sea, la località dove vive Daniel. Quì lo ritrova, passano una bella serata a cenano insieme, ma solo il giorno dopo, quando tornerà la madre di lui, scoprirà che Daniel è morto 12 anni prima e che Edward aveva cenato con il suo fantasma.
Tra i due in passato c'era un legame, forse di più, ma Edward decise di troncare il loro rapporto per non renderlo pubblico. Un segnale dell'inconscio di Edward o era il vero fantasma di Daniel?
Testi: Giorgio Giusfredi
Disegni: Michele Cropera
Colori: Alessia Pastorello
Il giornalista Giovanni Drogo (protagonista del romanzo "Il deserto dei tartati" di Dino Buzzati) scrive una lettera a Caleb Lost in cui racconta dello stravolgimento della propria vita dall'incontro avvenuto con un senzatetto di Milano. Questo, trasformandosi in un mostro di fronte a lui, gli disse che Drogo era in grado di vedere "i sette volti di Milano".
Drogo non ne capì il significato ma cominciò a vedere mostri nelle persone che frequentava, una prostituta, una vecchietta vicina di casa, un metronotte, fino a quando decise di togliersi la vita.
Testi: Mauro Boselli
Disegni e colori: Alessandro Baggi
Con l'entrata in guerra dell'Inghilterra lo scrittore William Hope Hodgson viene arruolato e inviato a Ypes nelle fiandre, fino a quando due soldati non lo riconoscono e gli chiedono di raccontargli una storia. Hodgson racconta di quando, anni prima, a bordo del mercantile "Homebird" finì nel bel mezzo del leggendario mar dei sargassi, ed in seguito all'attacco di una piovra gigante finì in mare. Si salvò miracolosamente ma giurò di non mettere più piede su una nave. Tuttavia il cimitero delle navi del mar dei sargassi era sempre vivo nella sua testa, e come un segno del destino venne colpito a morte da una granata proprio in quel momento.