Praga (Repubblica Ceca)
Ponte Carlo
Giardino proibito (Villa di Vaclav Aloysius)
Raziek (Spacciatore)
Vaclav Aloysius (Alchimista e stregone)
Mara Aloysius (Figlia di Aloysius)
Andreas Klove (Assistente di Aloysius)
Heinz Strasser (Assistente di Aloysius)
Bartolo Pilari (Assistente di Aloysius)
Tomás Dubcek (Vittima)
Milena Kolar (Vittima)
08/05/2002
Testi: Maurizio Colombo
Disegni: Alessandro Baggi
Copertina: Enea Riboldi
Praga, XIX secolo. Vaclav Aloysius, era un uomo di scienza e alchimia, mago, scienziato, filosofo, sperimentatore, occultista... il vecchio Vaclav amava la bellezza così si costruì un suo paradiso personale nel cuore della città vecchia di Praga, un mirabolante giardino con piante e animali creati da lui stesso. Lo creò soprattutto per alleggerire il cuore della sua solitaria figlia Maria, che era tutto per lui.
Aloysius aveva tre assistenti che godevano della sua completa fiducia: Andreas Klove (praticante di arti negromantiche), Heinz Strasser (studioso di armi proibite) e Bartolo Pilari (che si diceva fosse figlio di una strega). Ma quei tre non si accontentavano di seguire le ricerche di Aloysius, cercavano di scoprire il segreto della vita sezionando la gente morta. Ma ben presto ai tre i cadaveri non bastavano più, e nel loro laboratorio posto nei sotterranei dell'acquario di Aloysius iniziarono a fare a pezzi i corpi di prigionieri vivi.
Gli esperimenti proseguirono per mesi, ed i corpi dilaniati venivano occultati nei cunicoli che percorrevano il sottosuolo del giardino. Fu il proliferare dei roditori e delle mosche a insospettire il vecchio Aloysius, e una notte, attirato dai lamenti attutiti sorprese i tre assassini. Li maledisse e li scacciò dalla casa. Il giorno dopo li denunciò alle guardie dell'imperatore Francesco Giuseppe e collaborò per rintracciarli. Si credeva che i tre fossero fuggiti, espatriati, in realtà rimasero nascosti in un cunicolo della villa in attesa di compiere la loro atroce vendetta sulla figlia di Aloysius. Nel sotterraneo dell'acquario Aloysius trovò il corpo straziato di Mara.
Quella notte il vecchio orientò tutto il suo sapere nelle arti oscure dalle quali non si sarebbe stato ritorno, e da dentro una fiamma emerse la testa di un Demone ratto. Aloysius offrì al demone tutto se stesso in cambio della sua maledizione contro i tre assistenti, che vennero scuoiati vivi, fusi nel bronzo e trasformati in statue dolenti che vennero poste nel giardino della villa. Da quel giorno Aloysius scomparve senza dare più notizie, e di quei tragici eventi rimase solo quello strano giardino nel quartiere vecchio di Praga ornato da quelle tre strane statue e dai loro orribili segreti.
Praga, oggi. Dopo aver ucciso uno spacciatore Tesla rianima inavvertitamente le tre statue degli assistenti di Aloysius, che da quel momento avviano nuovamente i loro mortali esperimenti esattamente come due secoli prima. Venuta a conoscenza dell'origine della maledizione del demone ratto grazie a Caleb Lost, Harlan, Kurjak e Tesla dovranno nuovamente evocare il demone ratto allo scopo di riportare i tre alla loro posizione originaria.
NOTE
Storia ambientata a Praga ma del tutto slegata dal ciclo praghese classico e dai suoi personaggi.
NOTE SUGLI AUTORI
12° storia per Maurizio Colombo.
2° storia disegnata da Alessandro Baggi.