il Magnum Innominandum (a volte tradotto come "Il Grande Innominabile") è una creatura della mitologia lovecraftiana, anche se è una delle entità meno descritte e più misteriose. Il nome stesso — "Magnum Innominandum", cioè "il Grande che non si può nominare", suggerisce un'entità così antica, potente e blasfema da non poter nemmeno essere citata per nome senza rischi.
Nel contesto della mitologia creata da H. P. Lovecraft e poi ampliata da altri autori come August Derleth, il Magnum Innominandum non è spesso menzionato direttamente da Lovecraft, ma è associato a Nyarlathotep, Azathoth, e ad altre entità cosmiche. In alcuni testi apocrifi o successivi viene spesso identificato o confuso con, Nyarlathotep, nella sua forma più pura e terrificante, oppure come una divinità autonoma, forse un aspetto ancora più oscuro e primigenio del caos cosmico.
Nel ciclo dei Grandi Antichi della serie Dampyr, il Magnum Innominandum, "Colui che non deve essere nominato" viene ripreso in modo coerente con l’estetica lovecraftiana: come un'entità primordiale, adorata da sette come la Confraternita Kuen-Yuin, il cui obiettivo è portarlo nel nostro mondo attraverso sacrifici e rituali blasfemi. La sua evocazione rappresenterebbe la rottura definitiva dei confini tra i mondi e l’inizio del dominio degli orrori cosmici sulla Terra. In questo contesto il Magnum Innominandum citato dai confratelli Kuen-Yuin potrebbe essere proprio Nyarlathotep, ma anche una entità a se stante (Dampyr 225).