L'armata dei cento cavalieri neri era un gruppo di non morti creati dal Maestro della Notte Erlik Khan a partire dai terribili cavalieri cosacchi comandati dall'atamano Bogdan "il nero".
Dopo aver conquistato la fortezza di Nemirov, questi giunsero in quella che gli immigrati ebrei chiamavano "Poh Lin", l’attuale Polonia. Avendo saputo dell'esistenza di un villaggio ebraico il cui rabbino si dice fosse un mago esperto nella magia, il grande cosacco atamano si pose a capo del gruppo e cominciò a cercarlo nei boschi della regione dei laghi masuri sin quando riuscì a scorgerne i tetti delle case tra i boschi. Tuttavia, sul sentiero che porta al villaggio, incontrò uno dei residenti di quel villaggio, Yankele, che riuscì astutamente a distrarre i sanguinari cosacchi di Bogdan il tempo necessario affinché il grande rabbino Eleazar realizzasse la grande impresa di "spostare" lo shtetl. Correva l'anno 5409 per il calendario ebraico.
Il povero Yankele, detto il "semplice", venne giustiziato, ma neanche la sorte dei cosacchi fu delle migliori. Perdute le tracce del villaggio di Radzin spostato da rabbi Eleazar nelle pieghe del tempo, vennero intercettati dall'Armata della morte di Erlik Khan, trasformati in non morti e posti per secoli nella nebbia della Masuria in attesa della ricomparsa del villaggio
L'armata dei cento cavalieri neri, posta a ridosso di dove compare annualmente il villaggio di Radzin, ma impossibilitati ad entrarvi per volere di Rabbi Eleazar, rimasero presso i confini dello shtetl per oltre trecento anni arrivando a scontrarsi con dampyr Harlan. Superata l'iniziale incomprensione, Erlik Khan pone una tregua al fine di perseguire gli stessi obbiettivi del dampyr (Dampyr 99).
L'unico membro di cui viene rilevato il nome è Zapor.