India
Fort Bhangarh
Calcutta
Mondo sconosciuto
Rajiv Mutu
Harish Chandrasekar
Madre di Harish Chandresekar
Padre di Harish Chandresekar
Neel (Amico di Maud Nightingale)
Uptal
Uomini di Uptal (Samir,???, ???)
Dottor Patel (Medico ospedale psichiatrico di Calcutta)
Vikas (Infermiere)
Tanmay Veena (Custode di Bhangarh)
Personaggi Leggenda di Fort Bhangarh
Akbar "Il grande"
Principessa Rani Ratvati
Singhia Sevra
Raja Bagwan
Rasayana (Collana di Bhangarh)
03/02/2022
Akbar “il Grande”, diminutivo di Abu’l Fath Jalal-Uddin, gran moghul dell’India del XVII secolo, era ossessionato sin da giovane dall’idea dell’immortalità. Ordinò al cognato, Raja Bhagwan Das di Amber, di costruire una città speciale. La scelta del luogo non fu casuale: molti consideravano quella zona del Rajasthan intrisa di magia. Già durante i lavori, nella futura Bhangarh, si verificarono strani incidenti. Alcuni operai giurarono di aver visto i morti tornare in vita nelle notti di luna, forse fantasie… ma che non fecero che accendere ancor di più la curiosità dell’imperatore.
Nei decenni successivi, a Bhangarh giunsero i più celebri alchimisti e occultisti dell’India, tutti attratti dal mistero di quel territorio. Nessuno, tuttavia, riuscì a dare una spiegazione. Alla fine Akbar inviò un suo fidato amico, Singhia Sevra, un mago potente e rispettato. Ma il destino aveva in serbo per lui qualcosa che, a cinquant’anni, non si aspettava più, l’amore.
La principessa Rani Ratvati, appena quindicenne, aveva già respinto numerose proposte di matrimonio. Quando Singhia le dichiarò i suoi sentimenti, la ragazza lo respinse con fermezza, giudicandolo un vecchio ridicolo. Umiliato e incapace di rassegnarsi, il mago ricorse alla magia nera per piegarla al suo volere. Preparò così un filtro d’amore che sostituì al profumo destinato alla principessa. Ma Rani scoprì l’inganno, gettò la boccetta contro Singhia e lui, vittima della propria stregoneria, impazzì e si tolse la vita. Prima di esalare l’ultimo respiro, però, riuscì a lanciare una terribile maledizione su Rani e sull’intera città di Bhangarh. Un sortilegio che si sarebbe spezzato solo nel momento in cui le anime del mago e della principessa si fossero ricongiunte.
Fort Bhangarh, India, 2018. Questa è la leggenda che aleggia sull’antica città di Fort Bhangarh, in India. Oggi non è che un reperto archeologico, meta turistica tra le più suggestive, ma ancora avvolto dalla maledizione di Singhia. Forse è solo superstizione, forse qualcosa di più che nessuno osa ammettere. Resta il fatto che è assolutamente proibito sostare o visitare il forte durante le ore notturne. Lo scoprirono bene Rajiv e Harish, due ragazzi che, per sfida, decisero di ignorare il divieto delle guardie. Quella notte accadde qualcosa di inspiegabile: Harish scomparve nel nulla e riapparve ore dopo come se nulla fosse. Ma non era più lo stesso. Qualcosa, in lui, era cambiato per sempre.
Calcutta, 2022. La studiosa Maud Nightingale, in India per partecipare a una conferenza organizzata dall’amico Neel, viene improvvisamente aggredita per strada da Harish Chandrasekar. L’uomo, in preda al delirio, pronuncia strani riferimenti a Uptal e al Rasayana. Maud non comprende le sue parole, ma toccandolo percepisce un legame diretto con la leggenda di Bhangarh. Sconcertata, decide di chiamare Harlan, che senza esitazione parte per raggiungerla.
Dopo aver parlato con la famiglia di Harish senza ottenere indizi, i due seguono la pista che porta a Rajiv Mutu, l’amico che assistette alla sua sparizione quattro anni prima. Ma quando arrivano a casa sua, lo trovano brutalmente ucciso e torturato. Qualcuno li ha preceduti, forse Uptal stesso, alla ricerca di informazioni preziose.
Le indagini proseguono. Un indizio rivelato da Vikas, inserviente dell’ospedale psichiatrico di Calcutta dove Harish era stato ricoverato, li conduce a un armadietto della stazione. All’interno scoprono una strana collana: è il Rasayana, il leggendario amuleto di Bhangarh. Ma anche gli uomini di Uptal sono sulle sue tracce. Dopo essere stati aggrediti nel loro hotel, Harlan e Maud capiscono che l’unica strada è tornare proprio a Fort Bhangarh.
Tra le rovine del forte, Maud entra in contatto con lo spirito della principessa Rani. La giovane rivela la verità. Bhangarh era in realtà un punto di contatto tra il nostro mondo e un’altra dimensione. Da quella falla filtrava un’energia capace di trattenere le anime dei morti, impedendo loro di abbandonare la terra. In origine la breccia era minuscola, ma Singhia l’aveva ampliata grazie ai suoi incantesimi, nel tentativo di imprigionarne la potenza in un amuleto da offrire all’imperatore, il Rasayana.
Terminato il racconto, lo spirito svanisce… ed ecco apparire Uptal. In realtà, Uptal non è altri che un corpo umano posseduto dall’anima di Singhia. Una volta recuperato il Rasayana, la maledizione si compie. Il mago riesce finalmente a ricongiungersi con la principessa Rani, spezzando il vincolo che aveva legato entrambi per secoli.
La storia sembrerebbe conclusa, ma Harlan e Maud comprendono che la breccia resta ancora aperta. Con della dinamite fanno esplodere il “cuore pulsante” di Bhangarh, chiudendo per sempre il passaggio con l’altro mondo e liberando definitivamente le anime rimaste imprigionate.
NOTE
Avventura in solitaria per Harlan
Il mondo in contatto con Bhangarh non viene identificato, e viene completamente isolato.