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Albert Aloysius Swimburne è un Maestro della Notte.
A differenza di molti Maestri che hanno scelto di governare popoli, regni o interi continenti, Swimburne ha sempre dimostrato una natura solitaria e distaccata, interessandosi maggiormente ai viaggi in mare.
Nel XVIII secolo servì la Corona come ufficiale sul brigantino Albatros, solcando rotte commerciali e partecipando a missioni di esplorazione. In questa fase consolidò la sua reputazione di comandante freddo e inflessibile. Nel suo lungo soggiorno in Inghilterra giunse perfino a conoscere il poeta Samuel Taylor Coleridge.
La sua ultima identità conosciuta dagli uomini fu quella di armatore e negriero. Pur traendo profitto dall’attività, la considerava moralmente nauseante — non per compassione verso gli schiavi, ma perché giudicava l’umanità intera una specie decadente, inutile e in via d’estinzione.
Swimburne non ha mai provato rispetto o legame per nessuna delle due razze che abitano il mondo. Gli umani erano per lui strumenti: forza lavoro, veicoli viventi, involucri nei quali proiettare frammenti della sua coscienza. I non-morti da lui generati erano poco più che bestie utili finché obbedienti. Stanco dell’umanità e della competizione con i propri simili, Swimburne abbandonò definitivamente il suo branco di non morti, confinandoli sul fondo di una miniera sotterranea, lasciandoli alla loro sorte, dopo di che si pose in auto-esilio (Dampyr 302).
Solo in epoca recente radunò il suo equipaggio umano e lo condusse in Antartide, dove li costrinse a costruire un imponente mausoleo di ghiaccio e pietra. Completata l’opera, trasferì parte della sua essenza in un marinaio, trasformandolo nella propria crisalide dormiente, un tramite destinato un giorno a risvegliarlo. L'individuo rimase silente per decenni, finché molto probabilmente la follia e l’instabilità mentale non influirono sul fragile equilibrio della sua identità. Internato nel manicomio di Varna, riuscì infine a fuggire, lasciandosi dietro un massacro di personale trasformato in non-morti. Assunse quindi il comando del capitano Gilbert Cruikshank, pagando profumatamente una rotta che, ufficialmente diretta in Inghilterra, veniva in realtà deviata verso l’Antartide. Giunti nel suo mausoleo nel permafrost, Swimburne svela la propria identità e il proprio passato. Lo scontro con Harlan termina col crollo di un costone di ghiaccio e nella ritirata dei tre compagni verso la nave cargo, con la consapevolezza di aver ritrovato un temibilissimo nemico (Dampyr 308).