Adara (di Fabio Bartolini, Dampyr 39)
Adara visse intorno al XIV secolo. Secondo la leggenda, divenne strega a causa della maledizione lanciata da sua madre in punto di morte.
La sua figura compare per la prima volta in un testo balcanico del 1503, ambientato negli anni in cui il regno serbo tentava di resistere all’avanzata dei turchi del sultano Murad. Nel villaggio di Vukrovec abitava una donna considerata una strega, ma generalmente benvoluta, praticava riti di protezione per i raccolti e il bestiame, e la comunità la rispettava per questo. Con lei viveva la figlia Adara.
Un giorno, però, la madre sorprese la giovane tra le braccia di un soldato turco. L’onta e la rabbia esplosero in un gesto irreparabile: Adara la colpì a morte. Morente, la strega lanciò la sua maledizione: «Ti nutrirai di morte e annuncerai la morte degli altri, finché non troverai la tua per mano di chi non è uomo e non è demonio.»
Poco tempo dopo, lo spirito di Adara apparve nell’accampamento turco poco distante. Come annunciato dalla profezia, l’esercito venne massacrato dai serbi nei pressi di Bileća, in Erzegovina. Da allora, la sua presenza fu associata a presagi di rovina e stragi imminenti.
Condannata a un’esistenza incorporea, Adara trovò infine un legame terreno in Yaceck Drovni, uomo tormentato che aveva appena posto fine alle sofferenze della propria madre gravemente malata. Tra i due nacque un patto oscuro: Adara gli conferì poteri straordinari, e in cambio Drovni le offriva l’energia vitale delle sue vittime, alimentando così la sua sopravvivenza spirituale.
L’ombra di Adara si dissolse solo con la morte di Yaceck Drovni, ucciso da Harlan. Con la caduta del suo tramite terreno, anche la maledizione che la teneva ancorata al mondo degli uomini giunse al termine.
Adara compare in Dampyr 39.