Giappone
Osaka
Ogimaki Park
Osakajō-kōen
Biblioteca della dieta nazionale
Itama Airport
Kitano Hospital
Parco Ueno-kōen
Casa di Kenshin (Baia di Dan-No-Ura)
Tokyo
Aeroporto di Tokyo
Quartiere Yanaka
Eiju General Hospital
Mondo della Kuchisake-onna
Personaggi
Inoue Riko (Inviata televisiva)
Mori-san (Presentatore televisivo)
Matsuka Iko (Vittima della Kuchisake-onna)
Amici del 1988
Okada Tango
Yu Hashimoto (Dirigente "Sendai")
Watanabe Noburu (Cardiochirugo "Eiju General Hospital)
Zenkoi
Ito Isako (Segretaria "Sendai”)
Fukuda Go (Investigatore privato)
Ryo (collaboratore di Caleb Lost)
Miura Naomi, Yamaguchi, Kaori (Infermieri)
Jiro (Amante-Gigolò di Yu)
Ōta Otomi (Donna accusata degli omicidi del 1988)
Ōta Maya (Figlia di Oto Otomi)
03/03/2018
Testi: Stefano Piani
Disegni: Giorgio Gualandris
Copertina: Enea Riboldi
Osaka, 1988. Cinque adolescenti vengono brutalmente assassinati. Il modus operandi è sempre lo stesso: uccisi con un paio di forbici, la bocca squarciata da un orecchio all’altro, come nella macabra leggenda della Kuchisake-onna. La polizia accusa una donna, Ōta Tomomi, che — a causa di una cicatrice sul volto — corrisponde alla descrizione fornita da alcuni ragazzi testimoni. Quando gli agenti si presentano per arrestarla, la donna tenta la fuga ma viene investita da un’auto e muore sul colpo. Il caso sembra chiuso. Le autorità la dichiarano ufficialmente colpevole degli omicidi. Eppure gli assassinii continuano.
Le istituzioni scelgono il silenzio. Viene ignorata perfino la testimonianza di tre ragazzini — Okada Tango, Yu Hashimoto e Noburu Watanabe — testimoni oculari del sesto delitto, quello del loro amico Zenkoi. I tre dichiarano che l’assassina non era una donna comune, ma la stessa Kuchisake-onna.
Oggi. Kenshin Hasegawa è tormentato da un incubo, sogna un ragazzino che non conosce, Noburu, il quale gli parla della Kuchisake-onna, la donna dalla bocca squarciata del folklore giapponese. La mattina seguente, mentre fa colazione con la compagna Keiko, un servizio al telegiornale attira la sua attenzione, una giovane studentessa, Matsuda Iko, è stata brutalmente uccisa in un parco di Osaka. L’arma del delitto è un paio di forbici. Il collegamento è immediato. Non solo con la leggenda, ma anche con il suo sogno. Senza perdere tempo, Kenshin contatta Harlan, che lo raggiunge all’aeroporto di Tokyo.
Durante il viaggio, Kenshin racconta ad Harlan la storia della Kuchisake-onna, figura celebre dell’immaginario giapponese. La leggenda risale al periodo Heian, tra l’VIII e il XII secolo. Nella regione del Kantō, sull’isola di Honshū, viveva una donna di straordinaria bellezza, vanitosa, altera, sposata con un samurai divorato dalla gelosia. Un giorno, dopo che un altro uomo le rivolse un complimento, il marito — accecato dall’ira — la colpì con il suo wakizashi, squarciandole la bocca da un orecchio all’altro. Poi la abbandonò al suo destino. La donna morì dissanguata. Poche settimane dopo, iniziarono a diffondersi voci inquietanti. Nelle notti di nebbia, una figura femminile vagava per l’isola con la parte inferiore del volto coperta da una benda bianca. Fermava i viandanti e, scoprendosi il volto, poneva una domanda: «Sono bella?» Se la risposta era negativa, la donna si infuriava e massacrava la vittima a colpi di forbici. Se invece era affermativa, si sentiva schernita e, con fredda crudeltà, si limitava a squarciare la bocca dello sventurato, rendendolo simile a lei — ma lasciandolo in vita.
Harlan e Kenshin consultano gli archivi della Biblioteca della Dieta Nazionale di Osaka, che custodisce i principali quotidiani locali. Scoprono così i dettagli degli omicidi del 1988, la morte di Ōta Tomomi e le incongruenze che mettono in dubbio la sua colpevolezza.
Riescono a rintracciare la figlia della donna, Ōta Maya, ora residente a Tokyo. È lei a suggerire un nome: Yamaguchi Noburu, uno dei testimoni dell’epoca. Al sentirlo, Kenshin ha un sussulto. Noburu è il nome del ragazzo che ha sognato.
I due si recano all’Eiju General Hospital, dove Noburu lavora come cardiochirurgo. Ma li attende una scoperta sconvolgente: l’uomo è in coma, vittima di un incidente stradale avvenuto una settimana prima. Ed è allora che accade l’inspiegabile. Dal corpo immobile di Noburu, disteso nel letto della terapia intensiva, emerge una figura spettrale: la Kuchisake-onna. L’entità aggredisce un’infermiera, Miura Naomi. Kenshin e Harlan intervengono, riescono a salvare la ragazza e costringono la creatura alla fuga.
Nelle stesse ore, dopo trent’anni di silenzio, Okada Tango e Yu Hashimoto — allarmati dal ritorno della donna dalla bocca squarciata — tentano di rintracciare l’amico d’infanzia Noburu, che da tempo ha interrotto ogni contatto. Per trovarlo, Yu ingaggia un investigatore privato, Fukuda Gō, che li conduce fino all’Eiju General Hospital.
È allora che Okada racconta ciò che accadde nel 1990, due anni dopo la serie di omicidi. Durante una partita a Dungeons & Dragons, Noburu fu colto da una violenta crisi epilettica. Mentre si contorceva sul pavimento, gli altri ragazzi videro — con orrore — la Kuchisake-onna emergere dal suo corpo. Noburu era un tramite, un ponte tra questo mondo e quello dell’entità. La manifestazione avveniva solo quando perdeva conoscenza. Scoperta la verità, i ragazzi decisero di affrontarla. In un parco, prepararono un’imboscata e attaccarono la donna dalla bocca squarciata. Ma il prezzo fu terribile, Zenkoi venne trafitto dalle forbici della creatura. La Kuchisake-Onna fu ricacciata nel suo mondo, ma Zenkoi morì.
Harlan e Kenshin intuiscono che la Kuchisake-onna colpirà ancora nei pressi del parco Ueno-Kōen, e ne sono certi perché scoprono che la donna attacca sempre nel parco più vicino al luogo in cui si trova il corpo privo di sensi di Noburu; ogni sua manifestazione sembra infatti legata alla posizione fisica dell’uomo, come se il suo spirito fosse ancorato a lui. Considerando che Noburu è ricoverato all’Eiju General Hospital, la conclusione è inevitabile.
Con l’aiuto di Okada Tango e Yu Hashimoto decidono quindi di presidiare il parco. L’attesa è carica di tensione, e dopo pochi minuti la donna dalla bocca squarciata si presenta davanti a loro, il volto coperto dalla benda bianca e le forbici strette tra le mani.
La creatura si scaglia contro Tango con furia improvvisa, tentando di colpirlo, ma mentre gli volta le spalle per affondare il colpo decisivo viene trafitta da Yu, che riesce a sorprenderla alle spalle. Ferita, la Kuchisake-onna tenta disperatamente di fare ritorno all’ospedale, al corpo che per trent’anni ha rappresentato il suo ponte tra i mondi.
Giunta nella stanza di terapia intensiva, scopre però che Noburu è morto: a staccare la spina che lo teneva in vita è stata l’infermiera Miura Naomi, consapevole che solo così si sarebbe spezzato definitivamente il legame con l’entità.
Ormai impossibilitata a tornare nel suo mondo e priva di un tramite attraverso cui manifestarsi, la donna dalla bocca squarciata comprende di essere rimasta intrappolata; lentamente si inginocchia di fronte ad Harlan, svuotata di ogni furia, e lui la giustizia con un colpo di pistola che risuona nella notte, ponendo fine alla sua esistenza.
NOTE
A pagina 33 il medico legale Ryo dice “Darei la vita per il signor Caleb Lost”, lasciando intendere di essere un suo collaboratore o corrispondente.
A pag 77 si dice che Noburu ebbe il suo attacco epilettico il 28 agosto 1990. A pagina 80 si dice invece che avvenne nel 1988. E' presumibile che la data corretta sia la seconda.
La spada che tiene in mano Kenshin è la Spada senza Tempo? Non viene specificato.
NOTE SUGLI AUTORI
2° storia scritta da Stefano Piani.
Esordio su Dampyr per Giorgio Gualandris