di Catalano e Talami, Dampyr 303
Interzona, detta anche Shih-Naubakth o Mondo Doppio, non è una vera e propria dimensione del Multiverso, bensì un incubatore, una zona di gestazione delle possibilità, un crogiolo in cui le realtà non ancora nate, quelle scartate o rimaste incompiute, prendono forma senza mai consolidarsi del tutto.
L’Interzona è al tempo stesso preveggenza e memoria, e interseca piani temporali differenti. Essa contiene — e in un certo senso coltiva — tutte le possibilità, decidendo secondo leggi imperscrutabili che cosa può diventare reale e che cosa no. In questo luogo ogni persona possiede una copia, un modello platonico sul quale l’esistenza reale viene plasmata. È come trovarsi all’interno di una spartitura musicale, o di un programma informatico. Ogni individuo, ogni oggetto, ha un doppio a livello subatomico, e ciò che accade a quel doppio determina il destino del suo gemello nel mondo reale. Avere la chiave di questo mondo significa tirare le fila del destino e, in ultima istanza, sottrarsi per sempre alla morte.
Questo piano è governato da un principio cosmico fondamentale, la Legge Eterna, che impedisce alle forme reali di accedervi. Chi la viola — tramite rituali, glifi di trasmutazione o l’uso degli Stiloidi di Von Juntz — rischia di essere risucchiato in uno spazio che non è fatto per gli esseri completi.
Il signore dell’Interzona è Ah-Pook (o Hapuch), entità che incarna concetti e forme primordiali, e che agisce come curatore, guardiano e talvolta carceriere delle possibilità cosmiche.
Non esiste un accesso naturale all’Interzona. Questo piano può essere raggiunto solo attraverso cerimoniali capaci di deformare la struttura dello spazio-tempo e mediante oggetti catalizzatori come gli Stiloidi di Von Juntz.